Dal 1999 il Dott. Achille Contento esercita attività di consulenza per aziende ed enti pubblici. Laureatosi in Economia (indirizzo Organizzazione Aziendale), si è specializzato nella progettazione e nell'implementazione di sistemi di gestione, portando a certificazione decine di organizzazioni in almeno 20 settori di accreditamento EA. Opera prevalentemente nel territorio regionale e collabora con società di consulenza a livello nazionale e regionale. Collabora con diversi Organismi di Formazione, come docente in materie di organizzazione aziendale. Ha progettato, realizzato e diretto diverse attività formative a livello aziendale e manageriale. Ha svolto attività di Audit (oltre 2.400 ore) per le aziende certificande, assistendole nell'iter certificativo. Offre le migliori soluzioni organizzative, proponendo modelli di gestione, tendenti all'ottimizzazione ed alla razionalizzazione dei processi, al miglioramento continuo. Nelle attività di consulenza organizzativa già sviluppate, ha sempre inteso privilegiare senso pratico e concretezza dell'approccio, indirizzando il management aziendale verso l'impiego efficace ed efficiente delle risorse disponibili.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
 


NEWS: (per bloccare la notizia, occorre passarci sopra con il puntatore)

04/05/09 - IMPRESE - Finanzamenti: In arrivo incentivi per l'imprenditoria giovanile della Sicilia: L'intesa raggiunta con Sviluppo Italia Sicilia permetterà di aiutare i soggetti più deboli che hanno propensioni all'autoimprenditorialità, ma non hanno sufficienti informazioni per cominciare ad avviare il percorso che conduce allo start-up di un'attività imprenditoriale e di lavoro autonomo né tanto meno hanno risorse economiche da utilizzare per farsi supportare da consulenti specializzati nella redazione di piani d'impresa. Il programma si propone di: diffondere la cultura d'impresa; diffondere la conoscenza degli strumenti legislativi di finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo; contrastare l'emigrazione intellettuale dei giovani siciliani offrendo un'alternativa al lavoro dipendente; incoraggiare atteggiamenti autoimprenditivi basati sulla valorizzazione delle potenzialità individuali e ambientali e l'avvio di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo; aumentare indirettamente la quantità e la qualità dei progetti per l'accesso alle agevolazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale per l'avvio di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo; creare una rete locale per lo sviluppo del loro territorio. Durante i seminari e gli incontri individuali verrà distribuito gratuitamente materiale informativo e promozionale. Beneficiari dell'intervento sono i giovani disoccupati; disoccupati di lunga durata; lavoratori in nero; giovani in formazione. Le date dei seminari nei vari Comuni verranno concordate con le Amministrazioni locali interessate. Modulistica su http://www.autoimpiego.invitalia.it/ (Fonte CataniaOggi.com)

30/12/08 - IMPRESE - Finanzamenti: Formazione professionale, entro gennaio la riforma Incardona: "C'è bisogno di mettere ordine" - Prenderà forma entro la fine di gennaio il disegno di legge con il quale l'assessorato regionale al Lavoro intende riformare il sistema della formazione professionale in Sicilia, in passato al centro di aspre polemiche legate ai costi e alla effettiva utilità dei corsi. Il testo, sul quale gli uffici dell'assessorato stanno lavorando, contiene norme che in parte rivoluzionano il meccanismo di gestione dei corsi di formazione. Alla base del progetto, voluto dall'assessore Incardona, c'é la necessità di mettere ordine in un settore sul quale convergono fondi comunitari, regionali e statali, con diversi centri di spesa e che viene considerato fondamentale sia per l'avviamento al lavoro sia per la qualificazione del personale pubblico e privato. "Per cambiare il volto della Formazione in Sicilia - spiega l'assessore Carmelo Incardona - occorre invertire la filosofia, dando precedenza alla domanda piuttosto che all'offerta di corsi che non tengano conto della realtà del mondo del lavoro". La bozza di riforma è già al vaglio di un equipe di studiosi e docenti universitari che stanno valutando la compatibilità delle norme con i vincoli dell'Unione europea. Entro gennaio l'assessorato dovrebbe avere il rapporto dei docenti, quindi si procederà all'avvio della fase di consultazione con i sindacati dei lavoratori e le associazioni datoriali. Il tavolo di lavoro servirà a esaminare eventuali modifiche alla bozza. Parallelamente l'assessore e la sua squadra di tecnici si confronteranno con gli enti professionali, i soggetti direttamente coinvolti, assieme ai lavoratori, nella riforma. La concertazione avrà una durata massima di trenta giorni. Tra gli aspetti più importanti del nuovo testo c'é senza dubbio la previsione di creare un sistema che funzioni sotto una unica regia in modo da utilizzare al meglio e a pieno i fondi messi a disposizioni dalle varie fonti di finanziamenti, tra cui la legge 24, il Fondo sociale europeo, l'apprendistato. Ma non solo. Non sarà più l'ente a stabilire quali devono essere i corsi da attivare, limitandosi poi a comunicarli alla Regione per ricevere i finanziamenti: sarà l'assessorato al Lavoro, dopo aver acquisito i fabbisogni formativi dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni professionali, a predisporre il catalogo con la contestuale suddivisione dei progetti a livello territoriale. Dopo aver esaminato la tipologia di richieste di corsi provenienti dai territori, l'assessorato al Lavoro pubblicherà il catalogo on line, ma non sarà quello definitivo: la parola a quel punto passerà agli utenti. L'assessorato, infatti, raccoglierà le iscrizioni degli utenti ai singoli corsi e dopo un periodo prestabilito tirerà le somme: saranno attivati soltanto i corsi che avranno ottenuto il gradimento degli utenti in rapporto ai fabbisogni espressi dalle imprese e dagli studi professionali, quelli in cui risulteranno pochi iscritti non partiranno. L'assessorato dunque informerà e coinvolgerà nel piano formativo gli enti che avranno le caratteristiche idonee a garantire lo svolgimento dei corsi. "In questo modo - sostengono dall'assessorato - ci sarà una selezione naturale degli Enti, ovviamente il personale sarà garantito". (Fonte http://www.siciliainformazioni.com)

18/08/08 - AMBIENTE: DEPOSITO TEMPORANEO RIFIUTI LEGITTIMO SOLO SE PER CATEGORIE OMOGENEE: Il deposito temporaneo, per rientrare nelle definizione normativa di cui all'articolo 183, lettera m), Dlgs 152/2006 deve avvenire per categorie omogenee di rifiuti; altrimenti si configura una gestione di rifiuti non autorizzata. La sentenza 4 luglio 2008, n. 27073 della Corte di Cassazionhe precisa inoltre che tale requisito si aggiunge e precede il criterio alternativo cui può attenersi il produttore di rifiuti, tre mesi in qualsiasi quantità oppure un anno per massimo 20 metri cubi (se si tratta di rifiuti non pericolosi). Nel caso infatti il produttore rispetti tale criterio alternativo ma ammassi indiscriminatamente rifiuti di varia natura nel perimetro aziendale, non può parlarsi di deposito temporaneo. (Fonte: Reteambiente)

17/05/08 -AMBIENTE - DEPOSITO TEMPORANEO RIFIUTI - Per Cass. Pen. 7459/08 "in materia di deposito temporaneo di rifiuti si considera luogo di produzione dei rifiuti uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti. Quindi qualsiasi area delimitata facente parte del complesso aziendale deve considerarsi luogo di produzione del rifiuto". (Fonte Tuttoambiente)

17/05/08 - RIFIUTI - Rappresentante legale responsabile del corretto smaltimento: Secondo la Corte di Cassazione (sentenza 15989/2007) il legale rappresentante della società deve far rispettare la normativa sullo smaltimento dei rifiuti ed impedire, attraverso una valida vigilanza e la formazione del personale, che i propri dipendenti la violino. La Cassazione stabilisce, in materia di smaltimento di rifiuti, che l'amministratore di una società che gestisce un impianto produttivo è destinatario degli obblighi previsti dalle norme di settore. Sussiste, quindi, la responsabilità penale, quanto meno per colpa, del legale rappresentante che, in assenza di valida deroga, non ha adottato le misure atte ad assicurare il corretto smaltimento dei rifiuti e che non ha assolto l'onere di provare che il servizio di prevenzione fosse funzionante e che ad esso fosse preposto un dirigente responsabile.

17/05/08 - RIFIUTI - Responsabilità del Produttore: Per la sentenza Cass. Pen. 44291/07 "...il produttore-detentore di rifiuti ha l'obbligo di controllare che coloro ai quali li consegna siano soggetti autorizzati alle attività di recupero o smaltimento; nel caso in cui tale doverosa verifica sia omessa, il produttore-detentore risponde a titolo di concorso con il soggetto qualificato nella eventuale commissione del reato di cui all'art. 256, c. 1, Dlvo 152/06".

31/01/08 - ALIMENTI - Soppressa l’autorizzazione sanitaria: dal 24 novembre 2007; più severe le sanzioni per la mancata predisposizione delle procedure HACCP. Sono alcuni dei contenuti del D. Lgs. n. 193/2007, pubblicato nel S. O. n. 228 alla G.U. n. 261, del 9 novembre, recante “Attuazione della direttiva 2004/41/CE, relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore”. Il decreto provvede ad abrogare le norme attuative delle Direttive abrogate in conseguenza dell’entrata in vigore delle discipline comunitarie in materia di igiene e sicurezza degli alimenti (il cosiddetto “pacchetto igiene”). Ma il provvedimento abroga pure l’art. 2 della legge n. 283/62, norma che prevedeva il rilascio dell’autorizzazione sanitaria prevista per la produzione, la preparazione e il deposito di prodotti alimentari, un atto indispensabile per l’avvio di attività quali quelle di ristoranti, bar, gastronomia, ecc. Detta autorizzazione è sostituita da una DIA (denuncia di inizio attività), come previsto dalle Linee guida approvate nel febbraio 2006 dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni, nonchè dai provvedimenti delle Regioni in materia. Il D. Lgs. n. 193 abroga altresì il D. Lgs. n. 155/97, norma istitutiva, nel nostro Paese, delle procedure di autocontrollo mediante il sistema HACCP. Per ciò che concerne il regime sanzionatorio, la mancata predisposizione delle menzionate procedure comporterà l’applicazione della sanzione da 1.000 a 6.000 euro, senza che il responsabile dell’azienda (OSA, ovvero operatore del settore alimentare) possa attendersi la prescrizione di un termine per l’adeguamento, come avveniva in vigenza dell’art. 8 del D. Lgs. n. 155. La prescrizione di un termine per la regolarizzazione permane solo nel caso di inadeguatezza dei requisiti generali e specifici previsti dai Regolamenti comunitari n. 852 e n. 853 del 2004, nonché delle procedure predisposte, mentre si applicherà sempre una sanzione da 1.000 a 6.000 euro per la mancata o non corretta applicazione delle procedure, anche se predisposte. Sanzione da 1.500 a 9.000 euro per la mancata registrazione degli stabilimenti (mediante notifica della DIA), da 500 a 3.000 euro per il mancato aggiornamento della registrazione medesima.

31/12/07 - IMPRESE - INVESTIMENTI con il FSE in SICILIA: La Commissione europea ha approvato il programma operativo FONDO SOCIALE EUROPEO 2007/2013 della Sicilia. L'investimento previsto per i prossimi 7 anni è di 1,5 miliardi di euro, compreso il cofinanziamento nazionale e regionale. Lo rende noto un comunicato stampa della stessa regione. Il programma si pone obiettivi ambiziosi nell'ambito delle politiche di istruzione, formazione, lavoro e inclusione sociale. Esso offre, inoltre, opportunità di investimento decisamente maggiori, che nel passato, sul fronte dell'alta formazione. Il Fondo sociale si pone trasversalmente alle azioni previste dagli altri fondi comunitari in maniera sinergica, supportandone e qualificandone l'azione e coinvolge tre rami dell'amministrazione: gli assessorati al Lavoro, alla Pubblica istruzione e alla Famiglia. Il prossimo impegno è la prima riunione del Comitato di Sorveglianza prevista per febbraio, marzo del 2008. Sette gli assi di intervento previsti dal FSE. L'asse 1 "Adattabilità" (180 milioni, 12%) punta a migliorare la flessibilità del mercato del lavoro. L'asse 2 "Occupabilità" (510 milioni, 34%) mira a favorire l'accesso al mercato del lavoro del maggior numero di persone, sostenendone la permanenza. L'asse 3 "Inclusione sociale" (150 milioni, 10%) vuole sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. L'asse 4 "Capitale umano" (525 milioni, 35%) punta a qualificare il sistema dell'istruzione e della formazione per ridurre la dispersione. L'asse 5 "Transnazionalità e interregionalità" (45 milioni, 3%) vuole promuovere la realizzazione e lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale. L'asse 6 "Assistenza tecnica" (60 milioni, 4%) mira a migliorare l'efficacia e l'efficienza della programmazione regionale attraverso azioni e strumenti di supporto. L'asse 7 "Capacità istituzionale" (30 milioni, 2%) servirà ad aumentare la governance del territorio. (Fonte: www.agrigentonotizie.it)

16/10/07 - AMBIENTE - RIFIUTI: RESPONSABILITA' DEL PRODUTTORE: sentenza Cass. pen. 18038/07 "in tema di gestione dei rifiuti, nel caso in cui il soggetto ricevente il rifiuto non sia in possesso della prescritta autorizzazione, o sia autorizzato a ricevere rifiuti diversi da quelli oggetto di conferimento, il produttore e il detentore del rifiuto rispondono a titolo di concorso del reato di cui all'art. 51, comma primo, D.Lgs. n. 22 del 1997, oggi sostituito dall'art. 256 D.Lgs. n. 152 del 2006, atteso che su questi grava l'obbligo di verifica della esistenza e regolarità della citata autorizzazione".

16/10/07 - AMBIENTE - RIFIUTI: Hong Kong, lombrichi mangia rifiuti: La megalopoli asiatica produce 15.000 tonnellate di immondizia al giorno, e recluta 80 milioni di anellidi per smaltirle: consumeranno gli scarti e li trasformeranno in fertilizzante. Il progetto è di una ditta australiana. Hong Kong recluta 80 milioni di lombrichi per affrontare il problema rifiuti. Il riciclaggio dei rifiuti è un grosso problema per il Paese, che deve smaltire ogni giorno 15.000 tonnellate di scarti prodotti dai suoi sette milioni di abitanti. Gli esperti sostengono che i siti di smaltimento del Paese potrebbero diventare saturi nel giro di tre anni. Così nasce l'idea, innovativa, nella sua semplicità: sfruttare questi spazzini naturali, noti per la loro capacità di riciclaggio. I lombrichi consumeranno i rifiuti e li trasformeranno in materiale organico inodore, che potrà essere utilizzato come fertilizzante. «In natura i lombrichi hanno consumato e riciclato rifiuti per milioni di anni - ha detto David Ellery, direttore dell'azienda australiana che sta introducendo la tecnologia di riciclaggio a Hong Kong - Quello che abbiamo fatto è di adattare il processo naturale alle esigenze di smaltimento del ventunesimo secolo, per far fronte a un grosso problema in maniera più concentrata». (Fonte: La Nuova Ecologia)

16/09/07 - AMBIENTE: Anche nelle città piace la raccolta 'Porta A Porta' - ROMA: non saranno sofisticati mezzi tecnologici a ripulire sei città italiane dai rifiuti, ma il vecchio ''netturbino'' di una volta. A Torino, come a Venezia, Bologna, passando per Firenze, Roma e infine a Bari, a vincere la sfida per incrementare la raccolta differenziata è il sistema 'porta a porta'. Un metodo adoperato fino a poco tempo fa soprattutto nei piccoli centri, ma che oggi sembra abbia conquistato anche una grande metropoli come Roma. Addio vecchio cassonetto al lato delle strade quindi, largo ai kit di contenitori condominiali, al sacchetto accanto l’ingresso di casa oppure sul pianerottolo. Secondo l’assessore capitolino all’Ambiente, Dario Esposito, la raccolta domiciliare ''potrebbe coinvolgere fino a un milione di cittadini romani in pochi anni e sono gia molti i comitati e le associazioni che candidano i quartieri di residenza per la sperimentazione del nuovo sistema''. Per la Capitale, così come per le altre città , il target è raggiungere l’obiettivo di legge del 40% fissato per il 2007. Il servizio a domicilio, laddove si è sperimentato, piace perchè porta risultati. Ecco una carrellata sulla situazione in sei città italiane: 1) ROMA: punte del 70% della raccolta differenziata raggiunte con il porta a porta, valori record per la Capitale; 2) TORINO: nelle zone in cui è attivo il porta a porta la raccolta differenziata supera il 55%.; 3) FIRENZE : Nelle zone dove non è possibile mettere ulteriori cassonetti si pensa di ampliare la raccolta domiciliare. Intanto si vogliono realizzare 33 stazioni ecologiche interrate con cui togliere cassonetti dalla strada e guadagnare 1.500 parcheggi; 4) VENEZIA: per fine 2007 porta a porta in tutti e sei i sestieri del centro storico e la Giudecca, poi nel 2008 sarà la volta di Murano e Burano. 5) BOLOGNA: Il Comune ipotizza un allargamento del porta a porta, ma soprattutto si pensa ad una riorganizzazione del servizio da parte dell’azienda locale utilizzando le risorse arrivate dal recente aumento della tassa urbana sui rifiuti; 6) BARI: Punta a coprire con il porta a porta l’intera cittadinanza nel 2009. (Fonte ansa.it)

19/08/07 - AMBIENTE: Addio alla busta di plastica, è già il tempo dell'eco-shopper: San Francisco e Parigi le hanno appena vietate. Hong Kong e Melbourne lo faranno nei prossimi mesi; in Italia l'ultimatum è previsto per il 1 gennaio 2010: le buste di plastica non biodegradabili stanno per lasciare il posto alle più ecologiche soluzioni in materiali agricoli. Fra le tante disposizioni contenute nella Finanziaria 2007 è prevista una piccola norma: nel 2010 in Italia ci sarà una piccola rivoluzione nei nostri comportamenti quotidiani. Nell'articolo 1 comma 1129, 1130 e 1131 della Finanziaria si stabilisce infatti che a partire dal 2007 verrà avviato un "programma sperimentale di riduzione della commercializzazione di sacchi da asporto che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili". I cosìddetti sacchi da asporto non in regola vengono consumati oggi per circa 250 mila tonnellate all'anno per un mercato di circa di 500 mila euro, facile immaginare che la disposizione cambierà e non poco il quadro della produzione nazionale di shopper. Per circa 300 mila tonnellate di buste vengono infatti bruciate quasi 430 mila tonnellate di petrolio, il divieto comporterebbe quindi la riduzione di 200 mila tonnellate di biossido di carbonio. Basta mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole per produrre cento eco-shopper. La soluzione al problema è stata individuata quindi nell'utilizzo di prodotti agricoli biodegradabili realizzati tramite la coltivazione di 200 mila ettari di terreno a granoturco e girasole che andrebbero a ridurre l'attuale gap tra il costo di un sacchetto ecologico, circa 8 centesimi, e uno in plastica tradizionale, circa cinque. Fra i possibili materiali agricoli che potrebbero sostituire la plastica ci sarebbe anche il pomodoro, alimento simbolo dell'economia nazionale prodotto in 65 milioni di quintali l'anno: i polisaccaridi estratti dagli scarti dell'ortaggio una volta purificati potrebbero diventare eco-shopper. Ad oggi in Italia la maggioranza dei sacchetti biodegradabili vengono realizzati con un ricavato dell'amido di mais chiamato Mater-Bi e prodotti dalla bioraffineria Novamont, unica nel suo genere fino alla recente apertura di stabilimenti simili nell'area industriale di Terni. (Fonte: Repubblica)

23/06/07 - RIFIUTI - Rappresentante legale responsabile corretto smaltimento: il legale rappresentante della società deve far rispettare la normativa sullo smaltimento dei rifiuti ed impedire, attraverso una valida vigilanza e la formazione del personale, che i propri dipendenti la violino. Lo ha affermato la Cassazione (sentenza 15989/2007), secondo cui in materia di smaltimento di rifiuti, l'amministratore di una società che gestisce un impianto produttivo è destinatario degli obblighi previsti dalle norme di settore. Sussiste, quindi, la responsabilità penale, quanto meno per colpa, del legale rappresentante che - in assenza di valida deroga - non ha adottato le misure atte ad assicurare il corretto smaltimento dei rifiuti e che non ha assolto l'onere di provare che il servizio di prevenzione fosse funzionante e che ad esso fosse preposto un dirigente responsabile. (Fonte: Reteambiente)

23/06/07 - TUTELA AMBIENTALE - 1525, nuovo "Servizio emergenza ambientale": In arrivo il codice di pubblica utilità "1525", che consentirà (gratuitamente) ai cittadini di segnalare le emergenze ambientali e di chiedere informazioni attinenti alla tutela ambientale. Lo ha previsto l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (deliberazione 32/2007 - Guri 5 giugno 2007 n. 128) al fine di garantire la massima conoscibilità (e facilitare l'accesso al servizio) al Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente, nel cui ambito è stato attivato un servizio di call center posto a disposizione del cittadino per i compiti sopra evidenziati. Il codice si affianca ad altri già esistenti (anche in materia ambientale. 1515: Servizio antincendi boschivo del Corpo forestale dello Stato), col rischio (segnalato dalla delibera al Governo) che l'istituzione di molteplici codici per l'accesso ai differenti servizi di emergenza e di pubblica utilità contrasti con gli orientamenti comunitari riguardanti la semplicità per i cittadini nell'accesso a tali categorie di servizi. (Fonte: Reteambiente)

05/05/07 - IMPRESE - Aprono in Sicilia cinque sportelli contro racket e usura: Secondo una ricerca della Confesercenti e della Regione Veneto, dopo Campania, Calabria e Molise è la Sicilia la quarta regione a rischio usura. In 6 mesi al telefono ''antiusura'' della Sicilia (091-309747) sono arrivate circa 400 segnalazioni di denuncia e solo a Palermo in 3 anni si sono svolti 180 processi a seguito di indagini della polizia. In questi giorni è prevista l'apertura di cinque sportelli territoriali ad Agrigento, Caltanissetta, Messina, Palermo e Trapani. Gli sportelli, il cui obiettivo è rafforzare l'azione delle associazioni antiracket e antiusura che operano sul territorio, funzioneranno come punti di ascolto ed assistenza per le vittime dell'usura e per questo avranno il sostegno delle associazioni professionali, imprenditoriali, del commercio e antiusura locali. ''Gli sportelli svolgeranno un'azione fondamentale per la lotta al racket e all'usura - ha spiegato Filippo Bertocchini, responsabile del progetto - perché saranno un ulteriore punto di riferimento sul territorio non solo per i commercianti ma anche per le famiglie. Non a caso abbiamo rilevato che per l'80% si tratta di sovraindebitamento delle famiglie''. Sulla base del progetto gli sportelli saranno attivi fino a dicembre ''ma pensiamo già - dice Bepi Lima, portavoce dell'assessore regionale alla Famiglia, Paolo Colianni - a trovare altre formule e finanziamenti per prolungare l'attività''. Riguardo alla situazione del capoluogo, 180 procedimenti in tre anni (40 dei quali contro ignoti), secondo il magistrato Sergio Barbiera, ''il fenomeno però è molto più ampio di quanto il dato processuale induca a ritenere. Ma è indispensabile per lottare contro gli strozzini che le persone vessate denuncino di più per non arrivare al fallimento''. Contro racket e usura l'Amministrazione comunale di Palermo ha creato un capitolo di bilancio di 50 mila euro per dare 5 mila euro a chi denuncia tentativi di usura e estorsione. Ai commercianti che denunciano inoltre verrà abbattuto del 50 % il pagamento della Tarsu, la tassa sull'immondizia per tre anni. Il prefetto di Palermo Giosuè Marino tiene a sottolineare che: ''Stare insieme rende più forti. Se c'è questa volontà di collaborare con le forze di polizia non vi è dubbio che i margini per gli usurai si restringano fino a scomparire. Bisogna rafforzare le forme di associazionismo per evitare i pericoli di ritorsioni da parte della criminalità''. Il prefetto invita per questo ''tutte le categorie produttive a mobilitarsi insieme, per tenere alta l'attenzione e ad affinare gli strumenti di contrasto a questa criminalità. Lo Stato è pronto a sostenere le categorie produttive e a favorire l'associazionismo per essere vincenti''. (Fonte GuidaSicilia.it)

05/05/07 - IMPRESE - Plafond garantito per le imprese in Sicilia con IVA a debito: tale operazione consentirà di abbattere gli interessi moratori applicati dall’Agenzie delle Entrate, sanare le debitorie posizioni fiscali e liberare in questo modo il percorso di nuovi investimenti. Le garanzie saranno prestate da Confeserfidi. Il plafond che è stato istituito - dice il Presidente di Confeserfidi Bartolo Mililli - intercetta un reale bisogno delle piccole e medie imprese siciliane, che grazie a tale iniziativa potranno immediatamente beneficiare di una garanzia mutualistica in grado di sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco". “Lavorando a contatto con il tessuto imprenditoriale – continua il Presidente – abbiamo percepito come uno dei rischi per l’economia sia proprio il debito di oneri fiscali, un problema che, spesso, inceppa lo sviluppo delle imprese, impedendone crescita e facilità di accesso al credito. (Fonte GuidaSicilia.it)

05/05/07 - IMPRESE - Con Agripart finanziamenti immediati per gli agricoltori: Una campagna partita meno di un mese fa, il 28 marzo, e arrivata già a mille erogazioni concesse e richieste di finanziamenti pari a 25 milioni di euro. Un bilancio per lo scorso anno pari a 126 milioni di euro, erogati a 7350 aziende agricole. Sono i numeri della nuova campagna e del bilancio 2006 di Agripart, presentati ieri nella sede della società a capitale pubblico-privato, costituita nel 2005 per fornire sostegno finanziario alle aziende agricole, controllata da Banca della nuova terra e partecipata da Agea. "Agripart è nata con lo scopo di rendere il credito alle aziende, soprattutto quelle più piccole, un diritto e non una concessione rara e costosa - ha spiegato il presidente Cristiano Carocci - "L'agricoltore o l'impresa agricola - ha spiegato l'ad di Agripart, Ettore Brandolini - hanno un accesso facilitato al credito in quanto l'anticipazione viene presentata direttamente attraverso la rete dei Centri di assistenza agricola convenzionati con Agripart e che garantiscono una capillare copertura a livello territoriale". Partita nel 2005 con 50 milioni di finanziamenti a circa cinquemila aziende, lo scorso anno l'azienda ha garantito tempi di erogazione pari a 24 ore per importi al di sotto di 10mila euro, 48 ore per somme fino a 32mila euro e cinque giorni per le cifre rimanenti. Ammonta a 600 euro l'importo più basso erogato e a 2 milioni di euro il più elevato. Sono dodici le aziende che non hanno ancora restituito la somma percepita nel 2005, per un totale di 80mila euro. Sicilia, Puglia e Sardegna sono le tre regioni che hanno maggiormente usufruito dei finanziamenti nel 2006 e dominano la classifica dei richiedenti dell'anno in corso con 160 aziende nella prima, 134 nella seconda e 115 nell'ultima. Il 14% dei finanziamenti già concessi per quest'anno è inferiore ai cinquemila euro, somme che non sarebbe possibile ottenere dal sistema creditizio tradizionale per le microimprese. Tre i prodotti proposti: l'anticipo annuale, quello triennale e quello quinquennale, quest'ultimo già richiesto dal 54% delle imprese e che permette di ottenere in un'unica soluzione il 90% circa del prestito per i cinque anni successivi. Il tasso è variabile per il primo prodotto (0,75%) e fisso per gli altri due (5,75% e 6,25%). (Fonte IlGiornale.it)

05/05/07 - AMBIENTE - Finanziamenti per le fonti rinnovabili dalle BCC: Destinatari dei finanziamenti sono i privati cittadini, imprese ed enti pubblici che hanno l’opportunità di migliorare l’efficienza energetica nei propri locali o di diventare, essi stessi, produttori di energia pulita. L’accordo consente di incentivare (grazie all’intervento finanziario delle BCC) la diffusione e la realizzazione di sistemi e tecnologie attinenti alla produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti solari, fotovoltaici, eolici, mini idroelettrico, biomasse e mini-cogenerazione), rendendo l’energia pulita una possibilità alla portata di tutti. , come ha sottolineato il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante: la convenzione (che ha validità triennale e che sarà riprodotta a livello locale mediante accordi diretti tra le singole BCC e le strutture territoriali di Legambiente), impegna Legambiente a sostenerne la diffusione e la promozione presso le istituzioni e i consumatori, nonché ad offrire il proprio know how anche nella fase di assistenza tecnica relativa all’analisi dei finanziamenti richiesti. (Fonte GuidaSicilia.it)

22/04/07 - RIFIUTI - RAEE, Costituito Centro di Coordinamento per recupero rifiuti elettrici ed elettronici in vista della partenza del nuovo regime giuridico disegnato dal Dlgs 151/2005. Il Centro è stato costituito - sotto l'egida di Federazione ANIE (Associazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) - da nove Sistemi Collettivi (Ecodom, Ecolamp, Ecolight, Ecoped, Ecorit, Ecosol, ERP, Re.Media, Ridomus) allo scopo di ottimizzare le attività di competenza dei sistemi collettivi. La costituzione del Centro - ha sottolineato con un comunicato stampa del 17 aprile 2007 FISE UNIRE (l'Unione delle imprese di recupero di Confindustria, nell'ambito della quale opera ASSORAEE) - costituisce un importante passo avanti verso la realizzazione di un nuovo sistema di trattamento dei raee che faccia riferimento a condizioni e standard di recupero minimi omogenei condivisi tra gli operatori del settore. La partenza del nuovo "Sistema Raee" è stata dal Dl 300/2006 rinviata alla data dell'emanazione dei decreti attuativi del Dlgs 151/2005 (attualmente all'esame della Conferenza Stato-Regioni) ed al massimo entro il 30 giugno 2007. (Fonte: Reteambiente)

22/04/07 - RIFIUTI - RECUPERO E RICICLO IN ANTICIPO SU OBIETTIVI DI LEGGE: con il 66% di recupero ed il 55,5% di riciclo, nel 2006 la gestione degli imballaggi giunti a fine vita CONAI ha superato gli obiettivi stabiliti dalla normativa nazionale raggiungendo addirittura quelli fissati per il 2008. È quanto emerge dal rapporto presentato dal Consorzio Nazionale Imballaggi a Milano il 17 aprile 2007 in occasione dell'assemblea annuale dei consorziati. In base ai dati rilevati, a fronte di una produzione nazionale di oltre 12 milioni di tonnellate, il recupero complessivo nel 2006 è stato superiore ad 8 milioni di tonnellate, di cui il riciclo è stato pari a 6,8 milioni. Il recupero energetico si è invece attestato a quasi 1,3 milioni di tonnellate (10,4% del totale). (Fonte: Reteambiente)

22/04/07 - AMBIENTE - INQUINAMENTO DA ODORI MOLESTI, arriva l'olfattometro: installato nel Comune di Molfetta un laboratorio olfattometrico, che servirà a misurare scientificamente le emissioni di odori molesti. L'apparecchio verrà utilizzato per produrre delle sperimentazioni per la misurazione della concentrazione di odore in campioni gassosi prelevati dall'ambiente. La sperimentazione, se di successo, potrebbe portare a definire parametri oggettivi per la misurazione dell'inquinamento da odore, ad oggi difficilmente misurabile in quanto rimesso alle risposte (per definizione, soggettive) dell'uomo; ed a portare in futuro all'emanazione di una legge contro l'inquinamento olfattivo, che stabilisca una soglia di sopportabilità oltre la quale il danno prodotto (misurabile in termini, ad esempio, di disagio sociale e di fastidio) conseguente alle molestie olfattive, sia misurabile e sanzionabile. (Fonte: Reteambiente)

12/04/07 - RIFIUTI - Fantasia siciliana - Il Comune di Castelbuono assume gli asini per trasportare i rifiuti differenziati: Né spazzini, né autocompattatori, a Castelbuono, paese di 10mila abitanti delle Madonie, la raccolta differenziata dei rifiuti sarà affidata a un “nuovo” sistema di smaltimento: il servizio sarà svolto da asini assunti dal Comune con la qualifica di “operatori ecologici”: Più ecologici di loro il sindaco Mario Cicero giura di non averne trovati. L’idea dei netturbini a quattro zampe è proprio sua. E la spiega così: “Non abbiamo il dovere di difendere l’ambiente? Bene, allora eliminiamo dalle strade del centro storico del nostro paese i camion e i furgoni che sono inquinanti e rumorosi”. Al loro posto gireranno gli asini che porteranno sul dorso due grandi contenitori: uno per i rifiuti biologici, l’altro per quelli solidi. E lo sterco che depositeranno sulle strade sarà recuperato per essere usato come concime. Così il ciclo ecologico sarà completo. Il sindaco Cicero sottolinea anche l’enorme risparmio che il Comune potrà realizzare con questo ritorno ai metodi di una volta. Basta un raffronto dei costi. Un mezzo meccanico comporta una spesa di 30mila euro per l’acquisto e di otto mila euro l’anno per la manutenzione, il consumo di gasolio, il bollo e l’assicurazione. Per l’acquisto di un asino non si supera la cifra di 1.500 euro. Altri duemila euro vanno spesi ogni anno per la custodia, l’alimentazione a base di fieno e carote e la cura. “... A conti fatti - conclude il sindaco - ho fatto risparmiare un sacco di soldi alle finanze comunali...E di questi tempi non è cosa da poco”. (Fonte: www.e-gazette.it)

19/03/07 - IMPRESE - ALIMENTI: ETICHETTATURA e data di scadenza: il termine di conservazione dovrà avere le stesse dimensioni del peso netto. Sulla Gazzetta Ufficiale Italiana del 1 febbraio 2007 è stato pubblicato il decreto legge c.d. delle Liberalizzazioni (reso effettivo con Legge n. 40 del 2 aprile 2007 - GU n. 77 del 2-4-2007- S. O. n. 91), che prevede misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese. Tra le disposizioni contenute nel D.L. in esame assume particolare rilevo per le imprese del settore alimentare l’art. 4, che inserisce un inedito comma 2bis all’art. 3 del D.Lgs. 109/92, relativo all’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari. La modifica prevede che “l’indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto ed in un campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore”. (Fonte: Alimenti&Bevande)

11/02/07 - AMBIENTE - IL CONFINE TRA SCARICO ACQUE E RIFIUTI LIQUIDI SECONDO LA CASSAZIONE: Sia ai sensi dell'attuale D.lgs 152/2006, sia ex D.lgs 152/1999 l'immissione di acque reflue nel corpo recettore effettuata senza soluzione di continuità dal produttore costituisce scarico. A definire il confine tra scarico nelle acque e gestione di rifiuti liquidi alla luce del nuovo D.lgs 152/2006 è la Corte di Cassazione, che con la recente sentenza n. 35888 del 26 ottobre 2006 ha sottolineato come il passaggio immediato del refluo dal produttore al corpo idrico di destinazione rientra nella disciplina delle acque tracciata dal D.lgs 152/2006, mentre il medesimo passaggio interrotto da attività intermedie, come può essere il trasporto in autobotte o lo stoccaggio in vasche, fa rientrare la condotta sotto la disciplina dei rifiuti, ed in particolare della gestione di rifiuti allo stato liquido.

31/01/07 - RIFIUTI - DEPOSITO TEMPORANEO : secondo la sentenza (Cass. Pen. n. 39544/06) "per l'art. 183 D.Lgs. 152/2006, lett. m) n° 3, il produttore dei rifiuti può alternativamente e facoltativamente scegliere di adeguarsi al criterio quantitativo o a quello temporale per ottemperare alle condizioni del deposito temporaneo. In particolare, il produttore, ferme le altre condizioni qualitative, può decidere di conservare i rifiuti in deposito per tre mesi (2 mesi, se trattasi di rifiuti pericolosi) in qualsiasi quantità, prima di avviarli allo smaltimento o al recupero, oppure può scegliere di conservare i rifiuti in deposito per un anno, purché la loro quantità non raggiunga i venti metri cubi (10 mc, se trattasi di rifiuti pericolosi)."

14/12/2006 - IMPRESE - PRIVACY: Maggiori garanzie sul posto di lavoro: le linee guida del Garante: No ad archivi centralizzati per i dati biometrici, dati sanitari conservati in fascicoli separati, cartellini identificativi a prova di privacy, lavoratori informati sui loro diritti. Il Garante ha definito, per la prima volta in un quadro unitario, misure ed accorgimenti per disciplinare la raccolta e l'uso dei dati personali nella gestione del rapporto di lavoro. Il provvedimento generale, relatore Mauro Paissan, è stato adottato anche in seguito a numerose istanze di lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese. A questo provvedimento ne seguiranno altri che affronteranno specifiche tematiche, come l'uso delle e-mail e la navigazione in Internet (http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1368292).

06/12/2006 - IMPRESE - Divieto di fumo, responsabilità del datore di lavoro: La Corte di Cassazione con sentenza n. 24404/2006 legittima l'assenza del lavoratore causata dalle malattie contratte per il fumo passivo respirato nei luoghi di lavoro. Il giudice ha confermato la condanna inflitta ad un datore di lavoro, responsabile di non aver vietato di fumare in ufficio, alla restituzione della quota di retribuzione trattenuta per le assenze maturate dal lavoratore intossicato. A fondamento della pronuncia, la responsabilità del datore ex art. 2087 c.c., che obbliga il medesimo "ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che (…) sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.". Il giudice ha confermato quanto già annunciato con sentenza n. 9576/2005 in base alla quale "in caso di non adeguata adozione (…) delle misure necessarie, a norma dell'articolo 2087 del Codice civile (…) il lavoratore ha facoltà di astenersi dalle specifiche prestazioni la cui esecuzione possa arrecare pregiudizio alla sua salute".

06/12/2006 - RIFIUTI - FORMULARIO IDENTIFICAZIONE RIFIUTI: La sentenza n. 21781/2006 della Corte di Cassazione, vigente il D.lgs 22/1997, stabilisce che era obbligatorio indicare la quantità dei rifiuti nel formulario al momento della partenza del trasporto, senza possibilità di posticipare tale adempimento all'arrivo del carico a destinazione. La suprema corte ha così chiarito che il combinato disposto dell'art. 15 del D.lgs 22/1997, ora divenuto l'art. 193 del D.lgs 152/2006, e dell'allegato C al DM 145/1998, laddove prevede (riferimento alla casella 6 del formulario) che sia indicata la quantità di rifiuti trasportati espressa in Kg o in litri "in partenza o da verificare a destino", deve essere interpretato nel senso che "a destino" si può procedere ad un mero riscontro del peso, "segno evidente che esso deve essere già stato indicato". Secondo la Corte di Cassazione, è quindi obbligatorio indicare la quantità dei rifiuti nel formulario sin dal momento della partenza del trasporto e non dopo che l'impianto di destinazione comunichi le quantità conferite.

 

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